Il Madagascar, con la sua estensione, è la quarta isola più grande del Pianeta dopo Borneo, Islanda e Papua, con un’area di poco più grande della Francia. E’ chiamata la “terra dei fossili viventi” per l’alto numero di piante, animali e pesci molto particolari che ancora sono presenti. Tutto ciò è il risultato della sua posizione isolata, 250 miglia dalla costa del Continente africano nell’Oceano Indiano.
E’ molto variegata benché sia una terra tropicale. L’area orientale dell’isola è coperta di foresta con un alto tasso di piogge annuali; la centrale, il plateau, che supera il mille metri, è fertilissimo terreno per le colture di caffè; il meridione è semideserto e l’area occidentale ha estese colline che scendono verso il mare. Le montagne più elevate si trovano nell’area settentrionale dell’isola dove grazie alle condizioni ambientali l’agricoltura offre il massimo con raccolti di canna da zucchero, caffè, vaniglia, pepe e riso.
Un’isola così fertile, e così estesa, attrasse, si parla di 2000 anni fa, i primi abitanti provenienti si pensa dalla regione indonesiana e gli arabi, gran commercianti, giunsero solo attorno al 900 d.C. I primi europei fanno la loro comparsa attorno al XVII° secolo ma i primi a colonizzarla sono i grandi predatori del mare, pirati di ogni lingua e nazione, che dopo essere stati cacciati dalla Giamaica, ultima roccaforte piratesca, si insediano nell’isoletta ben protetta di Saint Marie.
Un ricordo di questi feroci avventurieri è il piccolo cimitero dove sono sepolti molti di quelli che infestarono lo Stretto di Mozambico depredando e rapinando qualunque battello si avventurasse in quelle acque.
I malgasci, come la loro isola, sono diversi da regione a regione, e riflettono la loro antica provenienza così da formare una ventina di gruppi etnici che vanno dai Merina che risiedono sugli altopiani, ai Sakalava che abitano la regione occidentale, ai Antaimoro della costa orientale. In ogni caso il Madagascar è riconosciuto come il luogo del Pianeta con la maggior densità di biodiversità che ne fa un luogo davvero unico e affascinante.
Per capire è sufficiente soffermarsi sul fatto che molte specie che abitano l’isola non vivono in Africa ma provengono dal Sud America o dal Pacifico meridionale. Così anche sotto la superficie marina dove la vita è rigogliosa e soprattutto ancora in parte biologicamente da catalogare. Gli scenari sono quelli che ci si aspetta, grandi formazioni di madrepore tipiche dei mari caldi, fondali a strapiombo, branchi di pesce, colore a profusione e i grandi mammiferi marini che si lasciano docilmente accostare.









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