L’immagine prevalente dell’oceano maldiviano, oltre agli ecosistemi delle barriere coralline e della loro vita, sono mante e squali balena. Questa prospettiva attira ogni anno migliaia di subacquei nell’arcipelago. Tuttavia gli atolli offrono un’altra avventura, anche se meno nota: le immersioni con gli squali tigre.
Le “tigri marine” popolano le acque costiere tropicali e subtropicali. Conosciuti come “i bidoni dell’immondizia dell’oceano” per la loro capacità di divorare tutto, sono considerati i più pericolosi dopo il Grande Bianco, sulla stima delle statistiche. Questi macro predatori non sono una novità alle Maldive. La maggior parte degli avvistamenti sono relativi a squali “di passaggio”. Per i subacquei che cercano specificamente i tigre, Fuvahmulah è sicuramente il luogo adatto.
Fuvahmulah è una sorta nursery isolata
La geografia la rende unica nel suo genere. Un atollo di una singola isola, appena a sud dell’Equatore nel mezzo dell’oceano. Senza altre masse terrestri nelle vicinanze. Le correnti oceaniche attorno ne fanno una complessa stazione di pulizia e nursery unica per una vasta gamma di specie pelagiche, compresi gli squali tigre. Il numero esatto di questi animali a Fuvahmulah è sconosciuto, alcuni stimano che la popolazione possa essere intorno ai 200. Per ora gli istruttori della Fuvahmulah Dive School (SSI) ne hanno individuato 40. Li hanno addirittura battezzati con nomi propri uno per uno. Il team è lo stesso che ha recentemente scoperto e sviluppato il cosi detto “Tiger’s Zoo“, dove gli squali tigre possono essere osservati tutto l’anno.
La migliore precauzione è il rispetto.
Nulla nell’oceano si rivolge specificamente agli esseri umani come prede” dichiarano presso il centro subacqueo spiegando che è la sola curiosità a spingere questi animali verso l’uomo immerso. La regola è il rispetto ed evitare di intromettersi fra loro e nel loro territorio.
Per mantenere la presenza di questa specie di squali ed evitare qualunque problema va imposta una stretta regolamentazione circa il comportamento da mantenere. I subacquei ricreativi potrebbero non comprendere appieno il comportamento degli squali tigre e, successivamente, le misure necessarie da adottare.
Ovvio che vi sia altro da esplorare, scoprire, sperimentare.
Il fascino di Fuvahmulah City va oltre la presenza degli squali tigre. C’è la barriera corallina, in gran parte ancora inesplorata, che vanta ogni specie di squalo trovato nelle Maldive, insieme a una varietà di specie endemiche e di pesci pelagici come le mante e, in particolare, gli Thresher Shark. Non c’è stato un solo attacco di squalo a un sub nelle Maldive tra gli oltre 450.000 che si sono immersi nel 2015.  Ma dobbiamo mantenere etica e principi, confermano al centro sub.

Fuvahmulah City, atollo non atollo, terza città delle Maldive

Secondo gli standard amministrativi dell’arcipelago è considerata come tale (quasi 15mila anime) dopo la capitale e Addu City.

L’atollo non atollo

Ma è poco più di un paese benchè abbia porto, aeroporto, strade asfaltate, qualche rara auto e tutto quel che serve a far funzionare un piccolo centro.
Fisicamente è un atollo (terra emersa circondata da barriera corallina) ma così non appare a chi vi arriva per la prima volta. E’ un grumo di terra emersa, coperta di vegetazione, anche particolare, che galleggia nel blu dell’oceano Indiano.

 Fuvahmulah City – il termine città è stato aggiunto ufficialmente anche sulle carte nautiche recenti – è l’intera isola poco più di sei chilometri per due. Un blocco di verde nell’oceano Indiano. Da sempre il canale che incideva la barriera corallina permettendo l’arrivo a terra era interrato e questo ha sempre reso molto complicato l’avvicinamento delle imbarcazioni. Creando quell’isolamento che l’ha preservata. La mancanza di protezione naturale contro la violenza dell’oceano ha reso possibile l’allagamento delle parti più basse dell’isola tanto da creare un lago interno di dimensioni modeste, oggi protetto. Agli inizi del 2000 sono stati intrapresi i lavori per la costruzione di un piccolo porto con l’attracco del traghetto e alcune difese contro il mare. Poi nel 2011 ha preso a funzionare l’aeroporto per i voli interni che ha permesso un certo tipo di sviluppo e di contatto con il resto dell’arcipelago.
Fuvahmulah City è pur sempre parte dell’arcipelago della Maldive anche se a vederla potrebbe essere collocata altrove. Attorno per centinaia di miglia solo oceano e poco distante da terra la barriera corallina che l’ha mantenuta a rango di atollo. Si trova a sud dell’atollo di Dhevvadhoo e nord di Addu a cui è più vicina, raggiungibile con un traghetto.

Più un briciolo di terra che appartiene all’Africa o alla più prossima Sri Lanka tanto che i primi viaggiatori e studiosi, nel tentativo di comprendere l’arcipelago maldiviano, si fermarono proprio qui per trarre le conclusioni sullo sviluppo dell’arcipelago stesso.

Interno dell’isola (foto Aishath Naj)

Ci sono decine di osservazioni del XX° secolo a spiegarlo (HCP Bell, Xavier Romero-Frias, Nils Finn Munch-Petersen), tra i più recenti le ricerche archeologiche di Thor Heyerdahl (antropologo norvegese famoso per la traversata con la zattera Kon-Tiki dal Sud America alla Polinesia) colui che teorizzò come le popolazioni polinesiane provenissero dalle coste sud americane.
Archeologi e antropoligi si soffermano a raccontare l’isola e la sua cultura, le stranezze del suo selvaggio isolamento, la popolazione insediata su questo insolito atollo, diversa e differente dal resto dell’arcipelago, la loro bellezza fisica, molto somigliante a popolazioni di etnia indo pacifica, alla loro gentilezza e ospitalità.
In questo atollo “non atollo” avevano forse individuato il punto di partenza per spiegare l’evoluzione dello stesso arcipelago proprio perché questo briciolo di terra non ha nulla da spartire con il resto dell’arcipelago costituito da basse isole di sabbia immerse all’interno di banchi corallini in cui nella maggior parte dei casi crescono solo palme da un terreno poroso e salato.
Al contrario, e sembra addirittura impossibile alle Maldive, il centro verde di Fuvahmulah è pieno di tutto ciò che l’arcipelago potrebbe produrre. Qui crescono banane, anguria, ananas occasionalmente, molti ignami. Le terre fertili di Fuvahmulah producono anche mango, guava, mela di pino, arancia e melograno. La patata dolce cresce naturalmente senza alcuno sforzo umano.

L’attracco portuale dell’isola

Lo slogan di questo piccolo paese è “happiest place on earth” ( il più felice luogo sulla Terra), un po’ audace come affermazione ma che non può essere discussa di fronte a ciò che si può osservare. Gli abitanti chiamano quest’isola casa, hanno una lingua propria, e sono un po’ rammaricati per essere rimasti, diciamo, trascurati dal flusso dei viaggiatori. Di questo e dei secoli passati. Loro saranno dispiaciuti, noi assolutamente no, perché siamo in grado di scoprire una piccola terra ancora poco conosciuta in un territorio super visitato.

D- Il centro subacqueo opera tutto l’anno?
Si, non c’è bassa stagione. Siamo sull’Equatore, anche se qualcosa succede sempre.

D- Qual’è la visibilità e la temperatura dell’acqua dell’oceano?
La media della temperatura dell’acqua è compresa tra i 27 e 30 °C tutto l’anno. La visibilità migliore è tra Gennaio e Marzo come in tutto l’arcipelago: normalmente la visibilità è intorno ai 35 metri. Ma, poiché siamo in un oceano aperto, la visibilità è buona tutto l’anno. Può accadere che ogni tanto l’acqua sia leggermente meno trasparente per un paio di giorno ma in generale non è mai inferiore ai 20 metri.

D- Quanti sub per ciascuna imbarcazione?
Le nostre imbarcazioni trasportano 21 passeggeri più le guide.

D- Il centro sub Padi SSI, organizza tre immersioni al giorno. Ci sono anche le notturne?
Non si fanno immersioni notturne per ragioni di sicurezza. Qui siamo in oceano aperto, può esserci la presenza di predatori.

D- Le acque attorno all’atollo pullulano di specie diverse tra cui squali grigi, silver tip, balene, squali seta, tigre, mante, mola barracuda, tonni pinna gialla, bonito, ecc. C’è una stagione particolare per ciascuna di queste specie in cui si è certi di poterli osservare.
Difficile da dire, è oceano aperto e ogni giorno c’è la possibilità di incontrare qualcosa di differente. Noi operiamo tutto l’anno e ogni giorno incontriamo qualcosa di affascinante.
Ad esempio l’incontro con il tigre lo garantiamo al 100%.
Lo squalo volpe è presente tutto l’anno ma gli incontri non sono quotidiani. E’ possibile poterne osservare molti esemplari per giorni di seguito poi nulla per un paio di settimane. Gli squali martello, i grigi e i silver sono presenti tutto l’anno ma individualmente. In gruppi solo nei mesi tra gennaio e marzo. Il mola mola è presente tra aprile e giugno. Le mante oceaniche con il mantello nero frequentano questa zona tra gennaio e agosto. Aprile è il mese della riproduzione e quest’area è popolatissima. Le megattere sono presenti tutto l’anno, impossibile prevedere la loro presenza. Così come gli odontoceti. I delfini sono abitanti fissi di queste acque. Pinna bianca, tonni, bonito, pesci vela, barracuda e altri sono sempre attorno all’isola e si incontrano ad ogni immersione.

D- E’ possibile fare snorkeling?
Sì, meglio dalla barca. Tutto attorno all’isola non c’è corrente.

D- Dove si trova il Centro Sub?
Proprio sul porticciolo, un minuto dalle imbarcazioni. Dal Residence sono dieci minuti in auto.

D-Circa l’equipaggiamento?
Mares e Cressi full stes. Bombole alluminio 8,11,13 litri- bombole acciaio 15 litri. Imbarcazione da 18 px massimo con toilet e acqua dolce e doccia esterna.

D- Le immersioni al Tiger’s Zoo avvengono tutto l’anno? E se un sub vuole immergersi più volte può farlo?
Le uscite al Tiger’s Zoo sono giornaliere e possono essere ripetute.

D- Che tipo di brevetto è richiesto per le immersioni al Tiger’s Zoo?
Advanced è sufficiente.

D- Quanti sub possono partecipare ad un’immersione al Tiger’s Zoo?
20 subacquei divisi in due gruppi.

D- E’ necessario un equipaggiamento particolare per queste immersioni?
Nessuno. Ad ogni partecipante forniamo un bastone di sicurezza ed eseguiamo una lezione su come usarlo.

D- Vengono organizzate escursioni a Huvadhoo Atoll and Addu?
No. Se si desidera esplorare altri atolli consigliamo di farlo usando un safari boat. Siamo in grado di organizzarlo.

D- Si nota la mancanza di spiaggia al Veyle e Equator Residence?
I residence non sono in riva all’oceano, ma all’interno. Non esistono spiagge private, l’area attorno all’isola è zona verde. Le spiagge sono molto estese e uniche di sola pura natura.

D- Quanto dista la spiaggia dai Residence?
10 minuti di auto.

D- Come si raggiunge Fuvahmulah Atoll?
Volo interno Male – Fuvahmulah della Island Aviation (1h 20′); Speedboat da Feydhoo (gan, Addu Atoll) – Fuvahmulah (45 m); Speedboat Huvadhoo – Fuvahmulah (3 ore).