Selayar Island dove è situato il Resort con centro subacqueo

4 minuti di apnea

I pesci hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere. Ma per respirare, la maggior parte lo estrae dall’acqua e lo spinge  attraverso le loro camere branchiali prima di espellerla dalle fessure. Ora, per la prima volta, gli scienziati hanno visto pesci “che trattengono” il respiro, alcuni per un massimo di 4 minuti per volta. Gli scienziati non hanno deciso di catturare questi pesci apneisti per studiarli. Così sono incappati in un gruppo raramente studiato che vive sui fondali oceanici di tutto il mondo, specie catturata da veicoli telecomandati in una spedizione della National Oceanic and Atmospheric Administration. I video, realizzati in più località negli oceani Atlantico e Pacifico, mostrano otto coffinfish (Chaunax pintus) che risiedono nelle profondità marine che hanno dimostrato di trattenere  grandi quantità di acqua nelle loro camere branchiali senza alcun segno di inalazione o espirazione. Quando il coffinfish finalmente rilascia l’acqua qualche minuto dopo, i loro corpi si sgonfiano dal 20% al 30%. Sono le loro enormi camere branchiali che permettono a questi pesci di immagazzinare grandi volumi d’acqua per diversi minuti.(Journal of Fish Biology)

Indonesia, Selayar Island dimenticata

Il Selayar Resort è situato in un’ isola dell’omonimo arcipelago (formato da 73 isole, molte ancora disabitate) nel Sud Sulawesi.  La sconosciuta Selayar possiede le spiagge più remote e spettacolari di tutta l’Indonesia. E non solo. Fondali subacquei integri che in pochi hanno potuto vedere. Fino a poco tempo fa era molto complicato raggiungerla e le possibilità di risiedervi limitate. A breve il Resort, rilevato dal Siladen Resort & Spa sarà nuovamente agibile con tutte le sue strabilianti attrazioni naturali: dal mare all’entroterra.  [segue>>]

 

Gangga, mare e dintorni

Gangga è sita oltre l’estrema propaggine di Sulawesi, base per esplorare fondali incredibilmente diversi tra loro. Isola tipicamente asiatica con un resort confortevole per subacquei di tutti i livelli di esperienza. Gangga Island Resort – una quindicina di bungalow in legno – è situato su cinque ettari di un giardino naturale dell’isola omonima, una delle piccole che compongono l’arcipelago di Banka, raggiungibile con 30′ di navigazione. Il complesso è in una posizione strategica.
Si trova infatti nel mezzo di un’area marina eccezionale da un punto di vista subacqueo, circondata da altre isole piccole e grandi che hanno fondali spesso poco battuti (Banka, Talisei, Tindila e Lihaga).
A occidente si trova l’arcipelago di Bunaken le cui acque sono Parco marino. Verso oriente, un’altra grande isola, Lembeh, il cui Stretto è divenuto oramai famoso per le eccezionali scoperte che vi si possono fare.
Il Resort di Gangga si raggiunge con un’ora di auto dall’aeroporto di Manado fino all’imbarco, quindi una veloce imbarcazione effettua l’ultima parte del tragitto in circa mezz’ora.
Gangga Divers è un PADI Five Star Dive Center gestito da istruttori internazionali. Guide qualificate offrono un servizio di immersione tale da soddisfare subacquei di tutti i livelli di esperienza. Gangga Divers ha 5 imbarcazioni in legno per le immersioni, tutte con facile accesso a bordo. Membro del North Sulawesi Watersports Association (NSWA), Gangga Island Resort si impegna a proteggere i fondali locali ed è coinvolto in progetti di conservazione e sviluppo per aiutare le comunità locali a creare attività turistiche sostenibili.


Fondali nuovi con Ocean Street View

Dare un’occhiata costa solo un po’ di tempo e le raccolte fotografiche che si trovano sul sito di Google Earth che riguardano i fondali marini sono avvincenti. Le nuove immagini subacquee di Street View, disponibili oggi in una raccolta di Google Earth , si spera che incoraggino le persone ad innamorarsi dell’oceano, sia per la sua bellezza che per la sua fragilità, e inizino a proteggerlo.

Le nostre nuovissime immagini subacquee di Street View, come la Lizard Island della Grande Barriera Corallina e le lagune coralline della Nuova Caledonia , sono mozzafiato. Se non sai molto sulle barriere coralline, il colore e la varietà possono sembrare sorprendenti. Ma i colori fluorescenti sono segni che i coralli stanno provando, a proteggersi dagli effetti del riscaldamento dell’oceano – quella che noi chiamiamo “la morte più bella della natura”.

Altre nuove immagini nella collezione mostrano “Million Dollar Point” nell’arcipelago di Vanuatu nel Sud Pacifico, dove jeep e bulldozer sono stati scaricati quando l’esercito americano ha lasciato l’area dopo la seconda guerra mondiale. Le immagini sono un promemoria della visione dell’oceano come luogo per smaltire all’infinito la spazzatura, senza danni.

Doppia settimana a Komodo

Periodo ideale, quello di mezza estate, da trascorrere nell’arcipelgo di Komodo, Indonesia. Con così tanti giorni, come da proposta di Aquadiving – da poter scorrazzare in mare e sotto il mare. Per poter visitare con calma gli strani fondali di queste isole, arcipelago nel bel mezzo di altre isole più estese. Riprendendo un concetto già espresso ma pur sempre valido si può affermare che la varietà di vita marina del Parco di Komodo è simile se non superiore ad altre mete di maggior fama, ricordando che quest’area è l’epicentro della biodiversità marina, luogo prediletto per la macro fotografia e per coloro che amano osservare le infinite varietà e i colori di un lussureggiante mare tropicale.  In questo sito ci sono informazioni come la descrizione dei siti più noti che si raggiungono se si risiede presso il Komodo Resort. Ma non c’è solo questo sfogliando le pagine di AQT News.

Mozambico, la grande razza

La razza che in inglese chiamano small eye – piccoli occhi – (Megatrygon microps) e una delle pastinache che raggiunge dimensioni davvero stupefacenti. Superano i due metri di larghezza. Non vivono ovunque ma in aree ben precise, una di queste sono le acque lungo la costa del Mozambico dove i ricercatori hanno messo in atto un sistema per catalogarle e riconoscerle. Andrea Marshall, co-fondatore della Marine Megafauna Foundation ha effettuato i primi avvistamene nel 2004 e da allora si è messo all’opera prima che come spiega alla rivista Peer che sia troppo tardi. Il 31% tra razze e squali sono a rischio estinzione e sono sulla lista Rossa delle specie in pericolo. La fondazione ha chiesto aiuto ai subacquei ed ai turisti che frequentano il mare del Mozambico chiedendo loro di fotografare queste enormi razze e di inviare loro le fotografie. Le razze hanno segni particolari sul dorso e sul ventre, l’uno diverso dagli altri, una sorta di segno distintivo. Benché grandi sono animali molto schivi e timidi e facilmente avvicinabili. Sono arrivate circa 140 foto che sono state utili per l’identificazione delle razze che in molti casi sono riapparse nello stesso tratto di oceano. Mentre in altri casi la stessa razza è stata avvistata centinai di chilometri di distanza per ritrovarla poi nel medesimo luogo di origine. Si è così scoperto tra l’altro che questi animali migrano per ragioni sconosciute, si spostano rapidamente da un luogo all’altro per poi tornare da dove provengono. La minaccia più grave è la pesca indiscriminata, le reti a circuizione e quelle da posta lungo la costa, minacce difficili da eliminare perchè spesso le popolazioni costiere svolgono questo tipo di attività al solo scopo di sfamarsi.