Selayar Island dove è situato il Resort con centro subacqueo

633 in acqua

Una squadra di subacquei composta da 633 persone si è immersa quasi all’unisono per pulire un tratto di oceano in Florida lungo la spiaggia di Deerflield Beach. La quota di partecipanti ha battuto il Guinnes World Record precedente stabilito in Mar Rosso nel 2015 con 614. In effetti l’immersione non era stata programma per battere alcun record ma semplicemente per raccogliere la spazzatura che infestava i fondali di questo tratto di costa. Ne è stata raccolta una gran quantità come si prevedeva con la soddisfazione di tutti i partecipanti.

Indonesia, Selayar Island dimenticata

Il Selayar Resort è situato in un’ isola dell’omonimo arcipelago (formato da 73 isole, molte ancora disabitate) nel Sud Sulawesi.  La sconosciuta Selayar possiede le spiagge più remote e spettacolari di tutta l’Indonesia. E non solo. Fondali subacquei integri che in pochi hanno potuto vedere. Fino a poco tempo fa era molto complicato raggiungerla e le possibilità di risiedervi limitate. A breve il Resort, rilevato dal Siladen Resort & Spa sarà nuovamente agibile con tutte le sue strabilianti attrazioni naturali: dal mare all’entroterra.  [segue>>]

 

Gangga, mare e dintorni

Gangga è sita oltre l’estrema propaggine di Sulawesi, base per esplorare fondali incredibilmente diversi tra loro. Isola tipicamente asiatica con un resort confortevole per subacquei di tutti i livelli di esperienza. Gangga Island Resort – una quindicina di bungalow in legno – è situato su cinque ettari di un giardino naturale dell’isola omonima, una delle piccole che compongono l’arcipelago di Banka, raggiungibile con 30′ di navigazione. Il complesso è in una posizione strategica.
Si trova infatti nel mezzo di un’area marina eccezionale da un punto di vista subacqueo, circondata da altre isole piccole e grandi che hanno fondali spesso poco battuti (Banka, Talisei, Tindila e Lihaga).
A occidente si trova l’arcipelago di Bunaken le cui acque sono Parco marino. Verso oriente, un’altra grande isola, Lembeh, il cui Stretto è divenuto oramai famoso per le eccezionali scoperte che vi si possono fare.
Il Resort di Gangga si raggiunge con un’ora di auto dall’aeroporto di Manado fino all’imbarco, quindi una veloce imbarcazione effettua l’ultima parte del tragitto in circa mezz’ora.
Gangga Divers è un PADI Five Star Dive Center gestito da istruttori internazionali. Guide qualificate offrono un servizio di immersione tale da soddisfare subacquei di tutti i livelli di esperienza. Gangga Divers ha 5 imbarcazioni in legno per le immersioni, tutte con facile accesso a bordo. Membro del North Sulawesi Watersports Association (NSWA), Gangga Island Resort si impegna a proteggere i fondali locali ed è coinvolto in progetti di conservazione e sviluppo per aiutare le comunità locali a creare attività turistiche sostenibili.


Invasivo e tossico

E’ molto invasivo e altamente tossico. Si tratta di una specie penetrata nel Mediterraneo dal Canale di Suez e che si stabilità da qualche tempo nei fondali di casa nostra. La prima presenza del lagocephalus sceleratus – il pesce palla argento – è stata individuata in Turchia nel 2003, poi in altre parti del Mediterraneo e lo scorso anno anche lungo i fondali italiani. Questa specie è uno degli invasori più pericolosi, si tratta, infatti, di una specie “opportunista” che attacca i pesci catturati dai pescherecci danneggiando il pescato e le reti. Inoltre è altamente velenoso, poiché secerne la tetradotossina (100 volte più tossica del cianuro) ed è al vertice della catena alimentare. Il CNR ha dichiarato per bocca di uno dei suoi ricercatori che “si stima che l’invasione del Mediterraneo da parte del pesce palla argenteo sarà una vera e propria piaga economica e sanitaria nel prossimo futuro, soprattutto perché favorita dai cambiamenti climatici. Già si contano danni fino a 5 milioni di euro e diversi casi gravi di avvelenamento. Per evitare le conseguenze disastrose di questa invasione, è fondamentale capire quali saranno le aree potenzialmente interessate da questo pesce nel prossimo futuro ed agire opportunamente“. In Grecia hanno fatto modo che turisti e locali sapessero di questa “piaga” ittica che non va usata come cibo. Altamente tossica. Per ora nessun nemico naturale ha seguito questa specie in Mediterraneo.

Doppia settimana a Komodo

Periodo ideale, quello di mezza estate, da trascorrere nell’arcipelgo di Komodo, Indonesia. Con così tanti giorni, come da proposta di Aquadiving – da poter scorrazzare in mare e sotto il mare. Per poter visitare con calma gli strani fondali di queste isole, arcipelago nel bel mezzo di altre isole più estese. Riprendendo un concetto già espresso ma pur sempre valido si può affermare che la varietà di vita marina del Parco di Komodo è simile se non superiore ad altre mete di maggior fama, ricordando che quest’area è l’epicentro della biodiversità marina, luogo prediletto per la macro fotografia e per coloro che amano osservare le infinite varietà e i colori di un lussureggiante mare tropicale.  In questo sito ci sono informazioni come la descrizione dei siti più noti che si raggiungono se si risiede presso il Komodo Resort. Ma non c’è solo questo sfogliando le pagine di AQT News.

Mozambico, la grande razza

La razza che in inglese chiamano small eye – piccoli occhi – (Megatrygon microps) e una delle pastinache che raggiunge dimensioni davvero stupefacenti. Superano i due metri di larghezza. Non vivono ovunque ma in aree ben precise, una di queste sono le acque lungo la costa del Mozambico dove i ricercatori hanno messo in atto un sistema per catalogarle e riconoscerle. Andrea Marshall, co-fondatore della Marine Megafauna Foundation ha effettuato i primi avvistamene nel 2004 e da allora si è messo all’opera prima che come spiega alla rivista Peer che sia troppo tardi. Il 31% tra razze e squali sono a rischio estinzione e sono sulla lista Rossa delle specie in pericolo. La fondazione ha chiesto aiuto ai subacquei ed ai turisti che frequentano il mare del Mozambico chiedendo loro di fotografare queste enormi razze e di inviare loro le fotografie. Le razze hanno segni particolari sul dorso e sul ventre, l’uno diverso dagli altri, una sorta di segno distintivo. Benché grandi sono animali molto schivi e timidi e facilmente avvicinabili. Sono arrivate circa 140 foto che sono state utili per l’identificazione delle razze che in molti casi sono riapparse nello stesso tratto di oceano. Mentre in altri casi la stessa razza è stata avvistata centinai di chilometri di distanza per ritrovarla poi nel medesimo luogo di origine. Si è così scoperto tra l’altro che questi animali migrano per ragioni sconosciute, si spostano rapidamente da un luogo all’altro per poi tornare da dove provengono. La minaccia più grave è la pesca indiscriminata, le reti a circuizione e quelle da posta lungo la costa, minacce difficili da eliminare perchè spesso le popolazioni costiere svolgono questo tipo di attività al solo scopo di sfamarsi.

Non un 747 in difficoltà dopo un atterraggio di emergenza. Il Boeing è tenuto a galla e trainato per 30 chilometri verso la sua destinazione finale, il sito dove verrà affondato per diventare il nuovo parco a tema per i subacquei che visiteranno il Baharain. C’è scritto sulla carlinga. Malgrado tutto non affonda a dimostrazione che questi giganti dell’aria – 70 metri di apertura alare- possono anche rimanere sula superficie dell’acqua a lungo. Una volta sistemato sul fondale si spera che la vita marina fiorisca e prolifichi su questo grande aereo civile  per il divertimento dei sub.