Nuotare con questi eleganti animali che ti osservano e ti sfiorano è abbastanza normale nelle acque del Parco di Komodo, Indonesia. Le mante ne hanno fatto la loro residenza in tutti i periodi dell’anno

Venduto a caro prezzo

Mark Wilkinson, banditore della Sworders Fine Art con il pene della balena venduto per quasi 6mila dollari

Lo ha collezionato per vent’anni poi lo consegnato ad una casa d’aste inglese, la Sworders Fine Art, che lo ha messo in vendita al miglior acquirente. Si tratta di un pene di balena lungo 167 cm largo 29 cm appartenuto ad un cetaceo del XIX° secolo. L’oggetto faceva parte di una collezione “fuori dell’ordinario” ed è stato venduto per $5,875. Non è specificato a chi. Si sa solo che esiste un altro “pezzo” simile, unico nel suo genere presso il Iceland Phallological Museum di Reykjavik, Islanda. Mark Wilkinson, specialista della casa d’aste ha ammesso di essersi trovato in imbarazzo nel vendere il “pezzo” perchè era la prima volta che gli capitava una cosa del genere.

Solo solfuro sul fondo

Cosa ci sarà all’interno del buco blu – il famoso Blue Hole – al largo della costa del Belize. Attrazione che ha attirato decine e decine di subacquei i quali credo tutti si siano posti la medesima domanda. Finalmente forse lo sapremo. Alla fine dello scorso anno una spedizione canadese  nota per il suo lavoro tecnologico in mare ha utilizzato due sottomarini che hanno effettuato immersioni giornaliere  per mappare in 3D l’intero “buco”. I dati saranno resi pubblici dalla società guidata e diretta dal magnate canadese Richard Branson – proprietario della Virgin – che ha reso possibile l’operazione. Anche il primo ministro del Belize Dean Barrow si è immerso con gli specialisti raggiungendo il fondo a 124 metri (diametro massimo 313 m).  “Il Blue Hole è costituito da un complesso sistema di caverne che un tempo erano sulla terraferma”, ha spiegato Branson. “È la prova di come gli oceani possono salire rapidamente e in modo catastrofico. I livelli del mare erano una volta centinaia di metri più in basso”. 10.000 anni fa il livello del mare è salito di circa 100 metri quando il ghiaccio si sciolse in tutto il mondo. A 100 metri  di profondità si nota il cambiamento nella roccia. I sottomarini hanno attraversato uno spesso strato di solfuro di idrogeno, formatosi da secoli. Oltre questo strato solo creature marine morte cadute in fondo e morte per mancanza di ossigeno.

Un po’ di fifa

Fondali del New South Wales, Australia. Stava filmando con una Go-pro in mano un gruppo di squali che frequentano quella zona. La specie rappresentata da martelli di piccole dimensioni molto veloci e voraci che si cibano di pesci che abbondano su quei fondali. Uno di questi esemplari senza alcun timore si è diretto verso il sub con la cinepresa in mano e gliel’ha afferrata portandosela via. La poi mollata pochi metri dopo perché ha compreso che non era edibile. Il sub ha rivisto la scena memorizzata: lo squalo si avvicina, spalanca la bocca, afferra l’oggetto- quindi vi vede bene la bocca irta di denti che ingoia la Go-pro, poi la lascia. Meno stupido di quel che si pensa. Se avesse voluto prendersi altro lo avrebbe fatto, invece molto probabilmente si era stufato di farsi riprendere da quel tipo che soffiava aria da tutte le parti (dailymail.uk)

Una volta nella vita


Una creatura marina mai vista prima. Eppure nella sua lunga esperienza di subacqueo Ben Laurie ne ha viste di cose strane nel mare della Nuova Zelanda. Ma il mare come si sa è una riserva di “cose” curiose.
Stava riemergendo con il suo compagno di immersione quando si è trovato di fronte un impressionate siluro trasparente di una quindicina di metri di lunghezza. Sembrava un enorme tubo di plastica morbida che si muoveva nella corrente che lo stava sospingendo. Il compagno ha allungato la mano per toccarlo notando che l’oggetto non fosse morbido come sembrava. Anzi aveva una certa consistenza. In realtà si è scoperto che quel lungo “coso” trasparente sarebbe potuto essere un pirosoma. Una creatura così insolita che in passato veniva definita unicorno di mare. Un corpo lungo come un tubo, testa priva di occhi, nella parte opposta un’apertura da cui vien espulsa acqua. Che viene filtrata in modo che questo animale possa nutrirsi. Il lungo tubo risale da profondità abissali, raro quindi a incontrarsi, aggregazione di tunicati che non potendo nuotare si lasciano trasportare dalla corrente.

Un paio di subacquei di recente hanno fatto un incontro molto particolare nelle acque dell’isola di Oahu, Hawaii. Un enorme squalo bianco che si cibava degli avanzi di una balena. Le foto hanno fatto il giro del mondo proprio per la grandezza di a questo animale che si stimi pesi 2,5 tonnellate. Pare che sia stato avvistato 20 anni fa in Messico. Mark Mohler e Kimberly Jeffries si sono avvicinati e sono riuscuti a catturare incredibili fotografie di questo mostro. Chi ci capisce di questa specie si è sbilanciao nell’affermare che lo squalo sia diventato così grande proprio a causa della sua notevole età. La signora Jeffries scrive su un suo post di aver atteso con molta calma mentre il bestione nuotava con calma vicino alla carcassa sfiorandola. Ma  ha lasciato abbastanza spazio per lasciarlo nuotare liberamente.

Escursioni in mare

Poco comoda e un po’ umida. Il nuovissimo sistema di campeggiare direttamente in mare

Che gli umani non siano “abilitati” a vivere nell’acqua è noto. Ci hanno provato in ogni modo ma per ora nulla da fare. Se non trovare degli escamotages e cercare di restare dentro una bolla d’aria. Come questa nuova invenzione, brevettata, chiamata Ocean Space Habitat. Si può stare un po ‘più a lungo e andare un po’ più a fondo (!). In breve, è un campeggio subacqueo, creato dall’esploratore del National Geographic Michael Lombardi e da un professore dell’Università di New York di nome Winslow Burleson.

Secondo il National Geographic, il gonfiabile Ocean Space Habitat è un sistema portatile di supporto vitale per i subacquei che vogliono andare più a fondo e rimanere più a lungo di quanto consentito nelle immersioni sportive tradizionali.
Che hanno limiti. Come sappiamo imposti dal cambio rapido di pressione.
Ecco perché Lombardi e Burleson hanno inventato il loro piccolo campeggio bagnato: un posto dove decomprimere facilmente senza doversi preoccupare di rimanere senza aria o usare una camera iperbarica complessa e costosa.
L’Ocean Space Habitat è straordinariamente semplice: è una tenda piena d’aria con bombole appese. L’idea è nata nel 2012, dopo che il NOAA ha chiuso l’ultimo habitat subacqueo permanente. Lombardi ha ricevuto una borsa di studio per provare un nuovo concetto.
Secondo Nat Geo, all’interno dell’Ocean Space Habitat, “diversi subacquei alla volta possono rimanere nella camera asciutta, rimuovere attrezzi, parlare, mangiare, durante il processo di decompressione”. L’evoluzione di un’idea di Aristotale nel IV° secolo a.C. Ma l’Ocean Space Habitat prende quell’idea molto precoce e lo fa con un equipaggiamento migliore. Rimangono molti dubbi. Vedremo l’evoluzione.

In peggio o in meglio

Che località potrebbe essere questa? Una qualsiasi a bordo mare, deserto alle spalle, una strada asfaltata e una costruzione in primo piano. Difficile a credersi ma questa è Na’ama Bay, parte della famosa e oramai mitica Sharm El Sheikh degli anni settanta, territorio ancora sotto controllo israeliano dopo la guerra dei Sei Giorni del ’67. Qui prima degli anni ’70 si arrivava solo partendo da territorio israeliano, il controllo era ferreo, esistevano solo piccoli hotel e le escursioni subacquee o partiva dalla spiaggia o ci si spostava con la jeep lungo la costa.

Na’ama Bay , penisola del Sinai- anni ’70

Una “vacanza” pesante che però era ricompensata da una visone sottomarina magica, nessuno aveva mia visto prima tanta ricchezza e tanto colore. E tanto tanto pesce. Nel 1979 questo tratto di terra, con tutto il Sinai, tornò sotto il controllo egiziano e nel 1982 aprì il Sinai Divers nel nuovissimo Ghazala Hotel sempre gestito dalla coppia tedesca che mise in mare la prima imbarcazione da crociera.

Rolf e Petra

Da lì sempre con fasi altalenanti si arrivò ad oggi, all’odierna Sharm oramai una cittadina completa di tutti i servizi che se da una parte è apprezzabile perchè confortevole dall’altra ci fa rimpiangere un mare che non esiste più. Almeno qui intorno. Per fortuna questa parte di Mar Rosso è forte e forse poco inquinata, lontana da grandi insediamenti urbani, e questo l’ha per ora mantenuta.
Per tutti gli appassionati subacquei europei Sharm era la sponda di mare tropicale più vicina e più comoda. In Inghilterra in questi giorni si sta svolgendo una petizione rivolta al Governo affinchè riattivi i voli, sospesi dopo l’incidente del volo russo, diretti verso questa località egiziana. Noi non abbiamo limitazioni, i voli sono frequenti e disponibili, e i fondali del Mar Rosso non tradiscono.

Scorcio odierno di Na’ama Bay- Sharm El Sheihk

AQTNews notiziario
di Aquadiving Tours

SILADEN, fuori dal mondo
SULAWESIbiodiverse
INDONESIA biodiversa
INDONESIA 2016
IL POLPO del cocco
PARCO BUNAKEN, con Siladen
SILADEN TopDive
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BON TON a Siladen
BROCHURE Siladen

Appunti di Viaggio

Madagascar – Nosy Be. E’ un frammento di isola nell’isola situata nella parte nord occidentale del Madagascar, 8 chilometri al largo di una costa frastagliata. Le tiepide acque del Canale di Mozambico, la protezione del massiccio Tsaratanana rendono il clima dell’isola più mite dal resto del territorio. Visitabile da aprile a novembre.

Tanzania – Isola di Mafia. La mancanza della modernità offre vantaggi innegabili come una natura ed un oceano che non è stato depauperato. Qui è Africa, talvolta dura, irruente, che lascia il segno. E il mare africano, in questo caso l’Oceano Indiano, ha le stesse caratteristiche delle savane o delle foreste, rispecchia la violenza di colori e di animali. Visitabile da giugno a marzo.

Borneo Malese – Mabul, Kapalai, Mataking. Le prime due a poche decine di minuti da Sipadan, celebre per i suoi fondali, parco marino accessibile a numero chiuso. Mabul e Kapalai, sono famose anche per il “muck dive” con fondali poco profondi. più lontana da Sipadan, poggiano su un vasto pianoro sabbioso. Mataking si trova nel canale di Alice, profondo 100 metri. Visitabili tutto l’anno.

Isole Gili & Lombok. Gili Trawangan. Con Gili Meno e Gili Air sono tre isolotti a nord di Lombok. L’arcipelago è molto rinomato per le numerose attrattive turistiche e i fondali marini. Sono isole semplici con mare cristallino. Luogo ideale per chi è alla ricerca di tranquillità, di semplicità e di una vacanza dettata da ritmi naturali. Niente auto.Visitabili tutto l’anno.
Isola di Bali. Eccellenti immersioni con differenti caratteristiche. Dalle ripide pareti di Menjangan alle strane creature che si trovano a Gilimanuk, al famoso relitto della seconda guerra mondiale a Tulamben, alle correnti con acque fresche di Nusa Lembongan e Nusa Penida con le numerose mante. I siti di immersione sono facilmente raggiungibili. Visitabile tutto l’anno.
Nord Sulawesi – Gangga Island. Si trova nel bel mezzo di un’area marina considerata eccezionale da un punto di vista subacqueo, circondata da altre isole piccole e grandi che hanno fondali spesso poco battuti (Banka, Talisei,Tindila e Lihaga).Visitabili tutto l’anno.
Filippine- Puerto Galera, Cebu, Malapascua, Dumaguete. L’arcipelago è interessante perchè coniuga il divertimento di andare sott’acqua senza stress con la possibilità di risiedere in comodi resort con centro subacqueo professionale. E’ semplice decidere in quale destinazione ci si voglia dirigere. Per piccoli ed esotici animali si possono scegliere località per il muck dive come nei dintorni di Negros e Panglao. Mare aperto, barriere coralline sono sinonimo di pesce pelagico, e vanno bene aree come Apo Island, Apo Reef e Tubbataha Reef. Resort aperti tutto l’anno. Le crociere sono stagionali.

MARZO SULAWESI
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