Ritrarre piccoli animali marini la notte è una tecnica usata da molti fotografi. Si chiama black water – acqua nera – e neppure a grande profondità è possibile incontrare forme di vita straordinarie (foto Doug Perrine)

Un po’ di fifa

Fondali del New South Wales, Australia. Stava filmando con una Go-pro in mano un gruppo di squali che frequentano quella zona. La specie rappresentata da martelli di piccole dimensioni molto veloci e voraci che si cibano di pesci che abbondano su quei fondali. Uno di questi esemplari senza alcun timore si è diretto verso il sub con la cinepresa in mano e gliel’ha afferrata portandosela via. La poi mollata pochi metri dopo perché ha compreso che non era edibile. Il sub ha rivisto la scena memorizzata: lo squalo si avvicina, spalanca la bocca, afferra l’oggetto- quindi vi vede bene la bocca irta di denti che ingoia la Go-pro, poi la lascia. Meno stupido di quel che si pensa. Se avesse voluto prendersi altro lo avrebbe fatto, invece molto probabilmente si era stufato di farsi riprendere da quel tipo che soffiava aria da tutte le parti (dailymail.uk)

Una volta nella vita


Una creatura marina mai vista prima. Eppure nella sua lunga esperienza di subacqueo Ben Laurie ne ha viste di cose strane nel mare della Nuova Zelanda. Ma il mare come si sa è una riserva di “cose” curiose.
Stava riemergendo con il suo compagno di immersione quando si è trovato di fronte un impressionate siluro trasparente di una quindicina di metri di lunghezza. Sembrava un enorme tubo di plastica morbida che si muoveva nella corrente che lo stava sospingendo. Il compagno ha allungato la mano per toccarlo notando che l’oggetto non fosse morbido come sembrava. Anzi aveva una certa consistenza. In realtà si è scoperto che quel lungo “coso” trasparente sarebbe potuto essere un pirosoma. Una creatura così insolita che in passato veniva definita unicorno di mare. Un corpo lungo come un tubo, testa priva di occhi, nella parte opposta un’apertura da cui vien espulsa acqua. Che viene filtrata in modo che questo animale possa nutrirsi. Il lungo tubo risale da profondità abissali, raro quindi a incontrarsi, aggregazione di tunicati che non potendo nuotare si lasciano trasportare dalla corrente.

Un paio di subacquei di recente hanno fatto un incontro molto particolare nelle acque dell’isola di Oahu, Hawaii. Un enorme squalo bianco che si cibava degli avanzi di una balena. Le foto hanno fatto il giro del mondo proprio per la grandezza di a questo animale che si stimi pesi 2,5 tonnellate. Pare che sia stato avvistato 20 anni fa in Messico. Mark Mohler e Kimberly Jeffries si sono avvicinati e sono riuscuti a catturare incredibili fotografie di questo mostro. Chi ci capisce di questa specie si è sbilanciao nell’affermare che lo squalo sia diventato così grande proprio a causa della sua notevole età. La signora Jeffries scrive su un suo post di aver atteso con molta calma mentre il bestione nuotava con calma vicino alla carcassa sfiorandola. Ma  ha lasciato abbastanza spazio per lasciarlo nuotare liberamente.

Escursioni in mare

Poco comoda e un po’ umida. Il nuovissimo sistema di campeggiare direttamente in mare

Che gli umani non siano “abilitati” a vivere nell’acqua è noto. Ci hanno provato in ogni modo ma per ora nulla da fare. Se non trovare degli escamotages e cercare di restare dentro una bolla d’aria. Come questa nuova invenzione, brevettata, chiamata Ocean Space Habitat. Si può stare un po ‘più a lungo e andare un po’ più a fondo (!). In breve, è un campeggio subacqueo, creato dall’esploratore del National Geographic Michael Lombardi e da un professore dell’Università di New York di nome Winslow Burleson.

Secondo il National Geographic, il gonfiabile Ocean Space Habitat è un sistema portatile di supporto vitale per i subacquei che vogliono andare più a fondo e rimanere più a lungo di quanto consentito nelle immersioni sportive tradizionali.
Che hanno limiti. Come sappiamo imposti dal cambio rapido di pressione.
Ecco perché Lombardi e Burleson hanno inventato il loro piccolo campeggio bagnato: un posto dove decomprimere facilmente senza doversi preoccupare di rimanere senza aria o usare una camera iperbarica complessa e costosa.
L’Ocean Space Habitat è straordinariamente semplice: è una tenda piena d’aria con bombole appese. L’idea è nata nel 2012, dopo che il NOAA ha chiuso l’ultimo habitat subacqueo permanente. Lombardi ha ricevuto una borsa di studio per provare un nuovo concetto.
Secondo Nat Geo, all’interno dell’Ocean Space Habitat, “diversi subacquei alla volta possono rimanere nella camera asciutta, rimuovere attrezzi, parlare, mangiare, durante il processo di decompressione”. L’evoluzione di un’idea di Aristotale nel IV° secolo a.C. Ma l’Ocean Space Habitat prende quell’idea molto precoce e lo fa con un equipaggiamento migliore. Rimangono molti dubbi. Vedremo l’evoluzione.

In peggio o in meglio

Che località potrebbe essere questa? Una qualsiasi a bordo mare, deserto alle spalle, una strada asfaltata e una costruzione in primo piano. Difficile a credersi ma questa è Na’ama Bay, parte della famosa e oramai mitica Sharm El Sheikh degli anni settanta, territorio ancora sotto controllo israeliano dopo la guerra dei Sei Giorni del ’67. Qui prima degli anni ’70 si arrivava solo partendo da territorio israeliano, il controllo era ferreo, esistevano solo piccoli hotel e le escursioni subacquee o partiva dalla spiaggia o ci si spostava con la jeep lungo la costa.

Na’ama Bay , penisola del Sinai- anni ’70

Una “vacanza” pesante che però era ricompensata da una visone sottomarina magica, nessuno aveva mia visto prima tanta ricchezza e tanto colore. E tanto tanto pesce. Nel 1979 questo tratto di terra, con tutto il Sinai, tornò sotto il controllo egiziano e nel 1982 aprì il Sinai Divers nel nuovissimo Ghazala Hotel sempre gestito dalla coppia tedesca che mise in mare la prima imbarcazione da crociera.

Rolf e Petra

Da lì sempre con fasi altalenanti si arrivò ad oggi, all’odierna Sharm oramai una cittadina completa di tutti i servizi che se da una parte è apprezzabile perchè confortevole dall’altra ci fa rimpiangere un mare che non esiste più. Almeno qui intorno. Per fortuna questa parte di Mar Rosso è forte e forse poco inquinata, lontana da grandi insediamenti urbani, e questo l’ha per ora mantenuta.
Per tutti gli appassionati subacquei europei Sharm era la sponda di mare tropicale più vicina e più comoda. In Inghilterra in questi giorni si sta svolgendo una petizione rivolta al Governo affinchè riattivi i voli, sospesi dopo l’incidente del volo russo, diretti verso questa località egiziana. Noi non abbiamo limitazioni, i voli sono frequenti e disponibili, e i fondali del Mar Rosso non tradiscono.

Scorcio odierno di Na’ama Bay- Sharm El Sheihk

Destinazioni in apnea

Il Crocodylus acutus (coccodrillo americano) è considerato una specie relativamente grande. I maschi raggiungono tra i 5 a 6 m quando sono completamente maturi. Le femmine sono generalmente più piccole: 3 a 3,5 m. Come tutti i rettili hanno sangue freddo e respirano aria. Quindi sono più a loro agio nelle calde acque basse. E le vaste mangrovie di Cayo Chinchorro offrono un ambiente quasi perfetto.
E’ in realtà un cugino dell’Apex australiano predatore di rettili, pericoloso coccodrillo di acqua salata. Ma a differenza del suo parente antipodiano, non sono considerati aggressivi verso gli umani. Anche se sono stati segnalati solo alcuni casi (non verificati) di attacchi fatali. Possono essere trovati dalle Everglades sulla punta meridionale della Florida, in tutti i Caraibi e in America Centrale. E nella parte settentrionale del Sud America nei paesi dell’Ecuador, Colombia e Venezuela. La più grande popolazione conosciuta abita un lago ipersalino nella Repubblica Dominicana. Ma di gran lunga il posto migliore per incontri subacquei affidabili e ravvicinati è il Banco Chinchorro, sud-est del Messico, vicino al confine con il Belize.
Banco Chinchorro, Yucatan messicano, è uno dei più grandi atolli corallini dell’emisfero settentrionale, Riserva della Biosfera dell’UNESCO con un’area di quasi 800 km². Situato a circa 35 km dalla costa, le scogliere coralline del Banco Chinchorro sono molto salubri, vera gioia per le immersioni. Solo poco meno di 6 km², Cayo Centro è la più grande delle tre isole dell’atollo, che ospita una popolazione permanente tra 300 e 500 coccodrilli americani. Oltre ad una piccola popolazione stagionale di pescatori locali. Che ha costruito circa 10 capanne su palafitte, i palafitos, al di sopra le acque poco profonde della laguna sulla sponda orientale dell’isola. E un numero simile a terra chiamate cabañas. Le fitte mangrovie di Cayo Centro offrono l’habitat perfetto. Mentre le ricche acque intorno all’isola forniscono abbondanza di sostentamento. I coccodrilli e i pescatori hanno una relazione quasi simbiotica. Tollerano la reciproca presenza.  Quando i pescatori sezionano le loro catture i coccodrilli si raduneranno immediatamente quando avvertono il rumore dei coltelli sui taglieri. E’ tempo di merenda, mentre per i pescatori è il tempo di smaltire dei rifiuti.
Gli incontri in acqua sono per gli apneisti. Troppo poco profondo per l’uso delle bombole ed è quindi più facile muoversi con maschera e pinne.Il posizionamento e la visibilità sono la chiave per incontri sicuri.
La maggior parte della laguna ha un ricco fondale di alghe in cui i coccodrilli si mimetizzano in maniera perfetta. Rendendoli difficili da individuare dalla superficie.Il concetto di base è di tenere gli umani sulla sabbia e i coccodrilli sulle alghe.
Ormeggiare la barca accanto alla palafitta assicura come una direzione sia bloccata. Mentre la zona sabbiosa significa che qualsiasi coccodrillo che si insinua può essere individuato. E alimentandoli dalla parte anteriore della barca, la “zona dell’incontro”, l’area è abbastanza ben definita e controllabile.
Il controllo nell’acqua è fatto con un bastone, anche se di grandi dimensioni. Viene usato per dare un avvertimento e calmare il coccodrillo quando diventa eccitato o aggressivo. E come una barriera verticale se avanza sulla sabbia. Nonostante i miei dubbi iniziali sulla sua utilità, si è rivelato di notevole efficacia. Naturalmente, tutta la logistica eminentemente ragionevole, è lontana dalla realtà al momento di scendere in acqua.
Poi, improvvisamente di fronte c’è un pezzo di rettile dall’aspetto serio che ti sta osservando con la stessa attenzione con cui lo guardi. Inscrutabile è la parola che viene in mente.
Gli incontri subacquei con animali di grossa taglia sono raramente statici: si muovono, spesso costantemente e occasionalmente molto velocemente. Mentre i crocodiles del Banco Chinchorro rimangono completamente immobili. Ma con un’energia che si scatena quando attaccano.
Il problema è che non c’è praticamente alcun modo di sapere quando attaccheranno. Quindi c’è una tensione intensa mentre ti avvicini per ottenere buone immagini. Sapendo che potrebbe far scattare il coccodrillo ad attaccare. Quindi sei molto dipendente da quel bastone di legno e dal tempo di reazione del mandriano coccodrillo.
È pericoloso?  Non c’è dubbio che potrebbe infliggere gravi danni, ma nessuno è stato attaccato. È speciale? Essere così vicini a rettili così grandi e potenzialmente pericolosi è qualcos’altro. Benché l’intera esperienza di soggiornare nella capanna del pescatore senza acqua corrente e solo con un piccolo generatore di energia sia molto diversa!
I locali dicono che i giovani coccodrilli di Chinchorro sono di gran lunga i più pericolosi – perché imprevedibili. I grandi possono sembrare feroci e minacciosi ma non sono particolarmente aggressivi e tendono ad essere molto più tranquilli. La regola d’oro è di non distogliere mai gli occhi dal coccodrillo e di concedergli spazio. Ma non di permettere loro di usare quello spazio usando il bastone come barriera verticale tra loro e gli ospiti. (Don Silcock-WetPixel)

La strana raccolta

50 mila palline da golf nell’oceano. Inquinano?

Aveva 50mila palline da golf in garage ma nessuno gli credeva. Perché diceva a tutti di averle trovate sott’acqua. Ora un simile numero di palline è davvero molto oltretutto se sono stae raccolte in fondo all’oceano. Alex Weber, sedicenne quando inizia l’involontaria raccolta, stava semplicemente nuotando nelle basse acque nei pressi di Carmel una località che si affaccia sul Pacifico. Muovendosi tra gli scogli notò il biancore sul fondo. Scese di poche decine di metri e si trovò davanti a palline da golf. È un’immersione libera: niente bombole; lei trattiene il respiro. “Non si poteva vedere la sabbia”, ricorda “Era completamente bianco”. Con l’aiuto del padre ogni volta ne raccoglievano un po’: ne avrebbero recuperato centinaia di chili. Tutto era così anomalo che il padre insistette perché il figlio raccontasse questa storia ai media.

Foto Alex Weber

La notizia è arrivata a Matt Savoca, dell’Università di Stanford che si è recato dal ragazzo per osservare da vicino le palline da golf. Usarono dei kayak per riportare indietro le palline da golf. Che oramai puzzavano nel garage. La raccolta è andata avanti fino a scoprire che l’ingente numero di palline provenisse da cinque campi da golf: due lungo la costa, tre sul fiume Carmel. Inevitabilmente finivano direttamente nell’oceano.
Il Marine Pollution Bulletin ha fatto presente che le palline da golf sono rivestite da un sottile guscio di poliuretano che si degrada nel tempo. Inoltre contengono composti di zinco che sono tossici. Savoca sottolinea che il surf e le correnti agiscono come un macinatore raschiando via la parte superficiale. Mentre le sostanze chimiche di 50.000 palline di golf avranno solo un piccolo effetto sull’oceano, Savoca fa presente che si degradano in pezzi di microplastica che gli animali marini potrebbero ingerire.
Alex Weber, che ora ha 18 anni, ha intenzione di iscriversi all’università per studiare scienze marine. Dice che è un peccato che le palle da golf affondino. Se galleggiassero, la gente sarebbe scioccata e indignata.

L’invenzione del Baharain

Jet civile annegato nel parco per la gioia dei sub

Ci risiamo. Si sono inventati un altro parco sommerso per attrarre gli amanti delle immersioni. Questa volta sotto il pelo dell’acqua un 747, aereo commerciale lungo 70 metri, tutto intero, che dovrebbe, secondo gli ideatori, divertire i visitatori. Un aereo civile sott’acqua forse ricorda più una tragedia che una curiosità. Il Bahrain, nazione che comprende più di 30 isole nel Golfo Persico, ha deciso di realizzare il parco che coprirà 10mila metri quadrati. Il progetto eco-compatibile, annunciato dal presidente del Consiglio Supremo per l’Ambiente, Sheikh Abdullah bin Hamad Al Khalifa, è il risultato di una collaborazione tra il Consiglio, l’Autorità per le esposizioni e il turismo del Bahrain (DTEA) e il settore privato. Secondo il Bahrain National Agency, il sito è stato progettato come un’esperienza di immersione. Altre caratteristiche includeranno una replica sommersa di una casa di mercanti di perle tradizionali del Bahrain, barriere coralline artificiali e altre sculture che sono state collocate sott’acqua come rifugio sicuro per la crescita dei coralli e come habitat per gli animali marini. In una dichiarazione, lo sceicco Abdullah ha affermato che il Bahrain ritiene che il progetto attirerà gli appassionati di immersioni da tutto il mondo e aiuterà i ricercatori a ottenere informazioni e dati sull’ecologia marina e sulla biologia.


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Appunti di Viaggio

Madagascar – Nosy Be. E’ un frammento di isola nell’isola situata nella parte nord occidentale del Madagascar, 8 chilometri al largo di una costa frastagliata. Le tiepide acque del Canale di Mozambico, la protezione del massiccio Tsaratanana rendono il clima dell’isola più mite dal resto del territorio. Visitabile da aprile a novembre.

Tanzania – Isola di Mafia. La mancanza della modernità offre vantaggi innegabili come una natura ed un oceano che non è stato depauperato. Qui è Africa, talvolta dura, irruente, che lascia il segno. E il mare africano, in questo caso l’Oceano Indiano, ha le stesse caratteristiche delle savane o delle foreste, rispecchia la violenza di colori e di animali. Visitabile da giugno a marzo.

Borneo Malese – Mabul, Kapalai, Mataking. Le prime due a poche decine di minuti da Sipadan, celebre per i suoi fondali, parco marino accessibile a numero chiuso. Mabul e Kapalai, sono famose anche per il “muck dive” con fondali poco profondi. più lontana da Sipadan, poggiano su un vasto pianoro sabbioso. Mataking si trova nel canale di Alice, profondo 100 metri. Visitabili tutto l’anno.

Isole Gili & Lombok. Gili Trawangan. Con Gili Meno e Gili Air sono tre isolotti a nord di Lombok. L’arcipelago è molto rinomato per le numerose attrattive turistiche e i fondali marini. Sono isole semplici con mare cristallino. Luogo ideale per chi è alla ricerca di tranquillità, di semplicità e di una vacanza dettata da ritmi naturali. Niente auto.Visitabili tutto l’anno.
Isola di Bali. Eccellenti immersioni con differenti caratteristiche. Dalle ripide pareti di Menjangan alle strane creature che si trovano a Gilimanuk, al famoso relitto della seconda guerra mondiale a Tulamben, alle correnti con acque fresche di Nusa Lembongan e Nusa Penida con le numerose mante. I siti di immersione sono facilmente raggiungibili. Visitabile tutto l’anno.
Nord Sulawesi – Gangga Island. Si trova nel bel mezzo di un’area marina considerata eccezionale da un punto di vista subacqueo, circondata da altre isole piccole e grandi che hanno fondali spesso poco battuti (Banka, Talisei,Tindila e Lihaga).Visitabili tutto l’anno.
Filippine- Puerto Galera, Cebu, Malapascua, Dumaguete. L’arcipelago è interessante perchè coniuga il divertimento di andare sott’acqua senza stress con la possibilità di risiedere in comodi resort con centro subacqueo professionale. E’ semplice decidere in quale destinazione ci si voglia dirigere. Per piccoli ed esotici animali si possono scegliere località per il muck dive come nei dintorni di Negros e Panglao. Mare aperto, barriere coralline sono sinonimo di pesce pelagico, e vanno bene aree come Apo Island, Apo Reef e Tubbataha Reef. Resort aperti tutto l’anno. Le crociere sono stagionali.

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